Dipartimento per l'Università, l'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e per la Ricerca

Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca

 

PROGRAMMI DI RICERCA SCIENTIFICA DI RILEVANTE INTERESSE NAZIONALE

 

 

Progetto:

Previsione spazio-temporale di fenomeni franosi ad alto impatto nel quadro dei cambiamenti del regime delle piogge

franeprin@libero.it

 

Progetto

Consorzio

Obiettivi

Articolazione

Work-packages

Cronoprogramma

Risultati attesi

Verifica

 

 

 

 

I Work-packages

News

WP1 - Project Management (Resp. UR-UNISANNIO)

1.1 Gestione finanziaria e scientifica: prevede il coordinamento delle varie attività finalizzate all'ottimale interazione tra i partner e l'organizzazione periodica di riunioni di progetto per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi intermedi sulla base del cronoprogramma previsto.

1.2 Azioni preliminari: servirà a stabilire i contatti preliminari con le organizzazioni e gli individui potenzialmente interessati ai risultati del progetto (enti territoriali, Protezione Civile) e ad analizzare le procedure di valutazione della pericolosità da frana e di gestione del rischio attualmente utilizzate dagli organi competenti.

 

WP2 - Caratterizzazione dei fenomeni franosi e definizione del modello fisico (Resp. UR-UNICH/UR-UNIFI).

2.1 Caratterizzazione fisica dei materiali: saranno effettuate indagini di campionamento per l'individuazione, in laboratorio, delle peculiarità intrinseche (proprietà mineralogiche e fisiche, suscettività al rammollimento, perdita di consistenza, proprietà meccaniche, tipologia di rottura attesa, dipendenza dalla fase liquida).

Potranno così essere ottenuti modelli geotecnici completi che consentano una ricostruzione, statisticamente corretta, per le successive modellazioni numeriche di simulazione e validazione dei fenomeni.

2.2 Caratterizzazione degli stati tensionali nella fase di pre- ed incipiente rottura: sarà indirizzata ad individuare gli stati tensionali litostatici naturali nel momento dell'innesco. Trattandosi di condizioni non lineari lo stato deformativo assume grande importanza nella fase pre-rottura. Il terreno non sarà più trattato come un mezzo rigido-plastico ma elastico non lineare-visco-plastico ciò in linea anche con le modellazioni da effettuare su tipologie di frana con cinematismi rapidi che comporteranno l'utilizzo anche di modelli propriamente idraulici, già in una fase di studio da parte dell'UR-UNICH.

2.3 Individuazione e mappatura delle situazioni di instabilità: servirà ad aggiornare, anche sulla base dell'inventario IFFI, il rilievo della distribuzione e del tipo di franosità in relazione all'assetto geologico o il tipo di copertura. Un'analisi di controllo sarà effettuata su siti selezionati con: i) dati satellitari e foto aeree; ii) voli di ricognizione con camere ottiche e termo camera; iii) laser scanner; iv) misure di umidità del terreno. I DTM saranno analizzati anche attraverso tecniche numeriche di analisi geomorfica quantitativa (trasformate wavelet 2D) che, consentendo l'identificazione delle anomalie topografiche, possono essere correlate a frane di grandi e medie dimensioni.

2.4 Ricostruzione tridimensionale delle geometrie di frana e dello spessore delle coperture: Allo scopo di ricostruire le geometrie e gli spessori dei corpi di frana e l'assetto stratigrafico delle coperture si utilizzeranno: i) prove in sito (penetrometriche dinamiche, scavi) e rilievi topografici, 2) tecniche geofisiche di superficie, che utilizzano i primi arrivi delle onde P ed S e le proprietà dispersive di quelle di Rayleigh; 3) prospezioni con geo-radar. Il modello empirico GIST, sviluppato dall'UR-UNIFI, sarà applicato a scala di bacino in contesti geomorfologici e climatici differenti al fine di realizzare mappe distribuite dello spessore del suolo. Gli output ricavati da questa task saranno utilizzati come dati input per l'applicazione dei modelli di stabilità e/o simulazione (task 4.2, 4.3 e 4.4).

 

WP3 - Analisi e modellazione delle condizioni d'innesco (Resp. UR-POLIBA/UR-UNINA)

3.1 Analisi dei processi d'infiltrazione e di flusso idrico: sarà basata sulla caratterizzazione idraulica e idrogeologica, nel dominio instauro/saturo, dei depositi di copertura e sul monitoraggio dei parametri idrologici del suolo. Le acquisizioni consentiranno sia l'implementazione di modelli numerici che la loro calibrazione. La modellazione idrologica sarà effettuata in due fasi: 1) incremento dell'umidità per effetto delle piogge misurata anche con strumentazioni in sito; 2) accumulo del surplus d'acqua a seguito di eventi di pioggia intensi con modelli 1D o 2D. Le analisi consentiranno di definire le condizioni che conducono alla instabilità che, unitamente all'analisi delle serie storiche termo-pluviometriche (task 5.3), sono alla base per la definizione della frequenza temporale e della individuazione delle soglie idrologiche d'innesco (WP5).

3.2 Analisi delle condizioni di innesco: per gli eventi franosi a cinematica veloce, la previsione delle condizioni di innesco sarà effettuata attraverso un sistema di monitoraggio, già realizzato dalla UR-UNIBO, atto a valutare la porta liquida in grado di produrre flusso incanalato e conseguente erosione del detrito di fondo. Il sistema sarà potenziato al fine di ricostruire il processo di mobilizzazione e correlarlo alle precipitazioni intense convettive. Sarà testato un nuovo sensore di erosione al fine di comprendere il processo di mobilizzazione del materiale. Il meccanismo di innesco sarà riprodotto accoppiando un modello idrologico con uno di equilibrio idrodinamico del detrito di fondo.

3.3 Modelli data-driven per la determinazione delle condizioni d'innesco: si utilizzeranno approcci e metodologie di tipo data-driven (algoritmi EPRMOGA-XL e ANNMOGA-XL). Esse consentono di costruire modelli strutturalmente semplici anche se non fisicamente basati che mettano in relazione le diverse grandezze che potenzialmente concorrono a determinare le condizioni di innesco. I vantaggi sono: grande affidabilità e robustezza, velocità computazionale, possibile interpretabilità fisica, inserimento della conoscenza fisica a posteriori.

 

WP4 - Previsione spaziale (Resp. UR-UNIBO/UR-UNIMIB)

4.1 Valutazione della suscettibilità con metodi statistici: ha l'obiettivo di redigere mappe di suscettibilità dell'intero territorio nazionale, anche attraverso i dati ottenuti dal WP 2.3 e carte di suscettibilità all'innesco di frane da scorrimento-colata a livello locale, prendendo in considerazione parametri direttamente o indirettamente correlati con l'instabilità dei versanti e la distribuzione spaziale delle coperture. L'analisi avverrà in maniera indipendente per diversi raggruppamenti di tipologie di frane e per diversi ambiti fisiografici. Si utilizzeranno analisi statistiche bivariate e tecniche di statistica regressiva. I metodi saranno confrontati tra loro al fine di individuare quello che fornisce i migliori risultati e che sarà poi applicato a tutto il territorio nazionale.

4.2 Localizzazione delle aree sorgenti con metodi fisici: si utilizzeranno approcci fisici, più o meno semplificati e basati sull'analisi congiunta della stabilità e della idrografia del pendio al fine di pervenire ad una mappa gerarchizzata delle aree d'innesco. Si utilizzeranno software di estensione dei GIS, ma anche approcci originali, al fine di adattare i modelli alle reali condizioni di sito.

4.3 Previsione dell'evoluzione - cinematica lenta: consisterà nell'implementazione di un modello visco-plastico per la previsione di spostamenti in funzione di oscillazioni del livello di falda ad eventi meteorici. Calibrando i parametri di viscosità sembra possibile riprodurre con grande accuratezza la variazione di velocità e prevedere il comportamento della frana in risposta ad un evento meteo o ad interventi di drenaggio. La caratterizzazione reologica dei materiali sarà condotta in laboratorio per confrontare i parametri di viscosità e resistenza sperimentali con quelli ottenuti da analisi a ritroso.

4.4 Previsione della propagazione - modellazione di flussi granulari: La possibile mobilitazione sarà modellata in termini multidimensionali e con specifici algoritmi di calcolo opportunamente validati nel corso del progetto. Le attività consentiranno di: i) Stimare la magnitudo, le potenziali pressioni di impatto e le velocità attese, anche mediante il calcolo dei volumi potenzialmente mobilizzabili; ii) Modellare i fenomeni di intermittenza, a partire da codici esistenti, con semplici modelli reologici; iii) Modellare in 2D e 3D la propagazione e gli effetti di impatto anche su invasi, attraverso lo sviluppo e l'implementazione di opportuni codici; iv) sviluppare modelli semplificati per la frammentazione di ammassi rocciosi coinvolti in flussi attraverso attività sperimentali ed osservazioni in sito; v) implementare un modello operativo per la previsione delle aree inondabili recentemente sviluppato dall'UR-UNIBO che permette una stima di massima delle aree colpite da un certo evento di progetto con il vantaggio di fornire scenari realistici senza necessità di calibrazione preliminare.

 

WP5 - Previsione temporale e simulazione della variazione del regime delle piogge (Resp. UR-UNIFI/UR-UNISANNIO)

5.1 Analisi piogge-riattivazioni e soglie di preallerta: la relazione precipitazione-spostamenti di frane quiescenti tipiche sarà valutata attraverso l'installazione di sistemi di monitoraggio in continuo. Si prevede di raccogliere dati ad alta frequenza relativi al movimento affiancati da misure piezometriche automatiche o da sensori collocati in sito. Si opererà anche attraverso tecniche di data-mining sia nell'analisi dei rapporti livelli piogge-livelli-piezometrici riattivazioni, sia nella definizione dei quantitativi e della distribuzione delle piogge che hanno dato luogo alle riattivazioni definendo criteri particolarmente affidabili essendo legati all'analisi di casi reali.

5.2 Definizione di soglie pluviometriche per l'innesco di frane a scala nazionale e regionale: Le informazioni derivanti dalle mappe di suscettibilità (task 4.1 e 4.2) saranno integrate dall'applicazione di soglie pluviometriche d'innesco su scala nazionale e regionale per valutare gli scenari di pericolosità (WP6). Verranno utilizzate sia soglie già realizzate dalle UR di progetto, sia soglie ex-novo derivanti dall'analisi statistica dei dati storici. I risultati saranno confrontati e validati con quelli ricavati dalla modellazione di processi di infiltrazione/flusso/stabilità del pendio e nell'ottica delle variazioni del regime delle piogge.

5.3 Analisi delle serie storiche termo-pluviometriche finalizzata con le (ri)attivazioni: riguarderà l'analisi della relazione piogge-frane, basata sia sull'esame di serie storiche termo-pluviometriche sia sui connessi processi d'infiltrazione. Le distribuzioni di frequenza ottimali sulle serie di pioggia cumulata saranno valutate per confrontare tra loro gli eventi di pioggia ed individuare eventuali trend e ciclicità con approcci statistici, test parametrici e non, analisi spettrale. Ciò consentirà di indagare sul ruolo dei cambiamenti climatici, in termini di variazione della distribuzione e dell'intensità della pioggia, sulla franosità.

 

WP6 -Definizione ed implementazione di scenari di pericolosità e di rischio, Sistemi di allertamento (Resp. UR-IRPI/UR-UNIMIB)

6.1 Sviluppo di modelli di pericolosità: Le analisi condotte a diverse scale ed in collaborazione con tutte le UR di progetto saranno dirette alla preparazione di carte di pericolosità da frana con stime della suscettibilità, degli spostamenti attesi in corrispondenza di eventi con diverse caratteristiche e tempi di ritorno, prevedendo le aree di possibile invasione in funzione degli scenari attesi (volumi, probabilità innesco, area di espandimento), ed includendo ove possibile analisi multi-hazard.

6.2 Definizione e zonazione sinottica del rischio: Le attività previste saranno volte alla: 1) Revisione e aggiornamento dei cataloghi degli eventi storici di frana che hanno prodotto danni alla popolazione componendo un nuovo catalogo; 2) Reperimento e organizzazione di informazioni e dati ancillari (ad es. demografici storici, climatici); 3) Definizione dei livelli di rischio sociale e individuale e i livelli di incertezza connessa attraverso codici di calcolo implementati resi poi disponibili con una licenza “open source”.

6.3 Valutazione quantitativa del rischio: Si procederà alla redazione di carte di pericolosità e rischio da frana sulla base delle carte della suscettibilità a franare e delle analisi statistico-probabilistiche ottenute dalle UR, relativamente ad aree-campione su cui già si dispone di adeguata conoscenza della franosità storica.

6.4 Previsione dell'impatto sociale: Saranno condotte analisi di frequenza dei fenomeni franosi e del numero di vittime, al fine di migliorare la comprensione dei livelli di rischio da frana individuale e sociale e la loro variazione geografica e temporale dal 1900 ad oggi.

6.5 Sistemi di allertamento: la possibilità di individuare in anticipo gli eventi critici, anticipando così un'eventuale allertamento, si baserà sulla misura in continuo del potenziale elettrico atmosferico. Questa attività che prevede l'installazione di sensori di campo elettrico nella zone sorgente delle colate, sembra renda possibile individuare segnali chiari già 1-3 ore prima dell'inizio della precipitazione. I dati saranno interpretati anche sulla base dei rilievi dei radar meteorologici e della rete di pluviometri a terra.

6.6 Implementazione di procedure e metodologie per la redazione di mappe di pericolosità e di rischio: Il complesso delle analisi consentirà di ottenere sulle diverse aree e sui diversi fenomeni oggetto di studio elementi di valutazione di scenari di pericolosità. Utilizzando i risultati dei precedenti WP si potranno così definire procedure e metodologie “ad hoc” per la produzione di cartografie della pericolosità e del rischio da frana basate su una valutazione oggettiva della previsione spaziale e temporale, anche nell'ottica di un cambio di regime delle piogge.

 

WP7 -Disseminazione (Resp. UR-UNISANNIO)

7.1. Sviluppo e mantenimento di un sito dedicato: Verrà predisposto un sito web dedicato costantemente aggiornato con i dati acquisiti, un applicativo WEB-GIS ed una sezione extranet per la condivisione dei dati acquisiti.

7.2 - Disseminazione e formazione: verranno pianificate le attività per la promozione dei risultati del progetto (articoli su riviste ISI, partecipazione a congressi) e l'organizzazione di eventi per la dimostrazione delle applicazioni derivate, con il coinvolgimento della comunità scientifica e degli enti territoriali preposti.

 

14-12-2012

Ore 12 - 17

 

Kick-off meeting

 

CNR

Piazzale Aldo Moro, 7

00185 Roma

Università degli Studi del Sannio – Prof. Francesco Maria Guadagno – guadagno@unisannio.itÅ 0824 323634